Per chi riceve questionari dai propri clienti
Un cliente ti chiede conto della sicurezza
Non sei soggetto NIS2, ma il tuo cliente lo è — e la norma lo obbliga a valutare te. Ecco cosa ti sta chiedendo davvero, e cosa basta per rispondere.
Aggiornato al 17 agosto 2026
Perché ti è arrivato
Se un tuo cliente rientra nel perimetro NIS2, ha un obbligo che riguarda te. L'art. 21(2)(d) della direttiva (UE) 2022/2555 gli impone di gestire la sicurezza della catena di approvvigionamento, compresi «gli aspetti relativi alla sicurezza riguardanti i rapporti tra ciascun soggetto e i suoi diretti fornitori o fornitori di servizi».
L'art. 21(3) va più a fondo: nel valutare quelle misure, il tuo cliente deve tenere conto delle «vulnerabilità specifiche per ogni diretto fornitore» e della «qualità complessiva dei prodotti e delle pratiche di cibersicurezza dei propri fornitori».
Non è discrezionale, e non è un eccesso di zelo del suo ufficio acquisti: è la ragione per cui il questionario esiste. La nota di Confindustria di gennaio 2025 lo dice in una riga: «anche i soggetti non direttamente interessati dall'applicazione della NIS 2 dovranno attivarsi e adottare misure idonee a garantire ai loro clienti un livello di sicurezza adeguato».
Cosa NON ti serve
Non devi diventare conforme alla NIS2. La conformità è un obbligo del soggetto in perimetro, non del suo fornitore. A te viene chiesto di essere valutabile.
Non ti serve una certificazione. La NIS2 non prevede una «certificazione NIS2» e nessuno può rilasciartela. Chi te la vende ti sta vendendo qualcosa che non esiste.
Non ti serve una consulenza da diecimila euro per rispondere a tre domande su come tieni aggiornati i tuoi sistemi.
Cosa serve davvero: evidenza, non dichiarazioni
Il tuo cliente deve documentare la valutazione che ha fatto di te. Un modulo compilato a mano con dodici caselle «sì» non gli serve a niente: non ha una data verificabile, non dice su cosa è stato controllato, e chiunque può scriverlo. Quello che gli serve — e che può archiviare — è un documento tecnico che dica cosa è stato verificato, quando, e cosa è cambiato rispetto alla volta precedente.
È esattamente ciò che produce una verifica ricorrente della superficie esterna: i nomi e gli indirizzi raggiungibili da Internet, i problemi trovati in ordine di gravità con l'azione da fare, e il confronto con la verifica precedente.
Cosa contiene il report che consegni
- L'inventario di ciò che è raggiungibile da Internet: sottodomini, indirizzi IP con il loro operatore di rete, servizi esposti.
- I rilievi in ordine di gravità, ognuno con l'azione da fare.
- Di chi è la rete su cui sei esposto. Per ogni indirizzo, l'operatore che lo possiede e se rispondono anche nomi di terzi. Serve a te per verificare cosa è tuo prima di intervenire, e per rispondere quando il questionario chiede da quali fornitori dipendi — che è la domanda dell'art. 21(2)(d).
- Il confronto con la verifica precedente: nuovi, risolti, ancora aperti, con i nomi. È la prova documentale che le misure adottate producono un effetto — l'art. 21(2)(f).
- La checklist dell'art. 21(2), dieci lettere, con il codice della misura di base ACN corrispondente e l'indicazione di quali sono state verificate in quella scansione e quali no.
- Cinque righe già scritte che puoi incollare nella risposta al tuo cliente: cosa viene verificato, con che frequenza, qual è lo stato e cosa è in corso di sistemazione.
- L'impronta SHA-256 del report in copertina e in calce a ogni pagina: due copie dello stesso documento si confrontano senza doversi fidare di chi le consegna.
Cosa resta da coprire a te
Una verifica esterna vede ciò che è raggiungibile da Internet. Non vede — e noi non dichiariamo di vedere — la governance, la formazione del personale, la gestione degli incidenti e la continuità operativa. Sono quattro delle dieci misure dell'art. 21(2), e restano tue.
Se il questionario del tuo cliente contiene domande su quelle, il report non le risponde: te lo diciamo qui invece di scoprirlo insieme dopo.
Domande frequenti
Devo essere conforme alla NIS2 per rispondere al questionario di un cliente?
No. La conformità è un obbligo del soggetto che rientra nel perimetro, non del suo fornitore. Al fornitore viene chiesto di essere valutabile: servono evidenze tecniche datate su cosa espone e su come lo mantiene.
Esiste una certificazione NIS2 che posso ottenere?
No, la direttiva non prevede una «certificazione NIS2» e nessun organismo può rilasciarla. Chi la vende sta vendendo qualcosa che non esiste. Esistono schemi di certificazione europei su altri oggetti, e sono cosa diversa.
Perché il mio cliente mi manda un questionario di sicurezza?
Perché l'art. 21(2)(d) della direttiva (UE) 2022/2555 gli impone di gestire la sicurezza della catena di approvvigionamento, e l'art. 21(3) gli chiede di tenere conto delle vulnerabilità specifiche di ciascun fornitore diretto e della qualità delle sue pratiche. Non è discrezionale.
Un modulo compilato non basta?
Al tuo cliente serve documentare la valutazione che ha fatto di te. Un modulo con dodici caselle «sì» non ha una data verificabile e non dice su cosa è stato controllato. Un documento tecnico che dice cosa è stato verificato, quando, e cosa è cambiato rispetto alla volta precedente è archiviabile.
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GDPR art. 32: nessuna soglia, nessun settore, nessun elenco
Il GDPR chiede di testare e valutare regolarmente l’efficacia delle misure di sicurezza. Vale per chiunque tratti dati personali, indipendentemente dalle dimensioni.
Art. 21(2) della direttiva NIS2, lettera per lettera
Le dieci misure minime di gestione del rischio, cosa chiede ciascuna, il codice della misura ACN corrispondente, e quali si possono verificare dall’esterno.
Questa pagina ha finalità informative e non costituisce un parere legale. Le norme citate — direttiva (UE) 2022/2555, d.lgs. 138/2024, determinazioni ACN, Regolamento (UE) 2016/679 — possono essere modificate e la loro applicazione dipende dal caso concreto. Per una valutazione vincolante rivolgiti a un professionista qualificato. Le date e i riferimenti riportati sono verificati sulle fonti alla data di aggiornamento indicata sopra.
Rispondere con un documento, non con un modulo
La verifica gira sul tuo dominio e produce il report che puoi allegare alla risposta: l’inventario di ciò che esponi, i rilievi in ordine di gravità, il confronto con la verifica precedente e cinque righe già scritte da incollare nella mail al tuo cliente. Scrivici e ti rispondiamo con il documento sul tuo dominio.
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